Lo zafferano venne introdotto in Italia dalla Spagna nel XIII secolo da un frate domenicano facente parte della famiglia Santucci di Navelli. La produzione nella Piana di Navelli è favorita dalla carsicità del terreno, che evita i ristagni d’acqua sfavorevoli alla crescita della pianta.

L’iscrizione dello Zafferano dell’Aquila nel Registro delle Denominazioni d’Origine Protetta risale al 4 febbraio 2005, mentre la costituzione del Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell’Aquila risale al 13 maggio 2005. (Wikipedia)

L’area di produzione della DOP comprende un ben delimitato territorio della Provincia di L’Aquila comprendente i comuni di Barisciano, Caporciano, Fagnano alto, Fontecchio, L’Aquila, Molina Aterno, Navelli, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, San Demetrio nei Vestini, S. Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi, Villa S.Angelo.

Nell’ambito dell’area la coltivazione è praticata su quei terreni posti ad un’altitudine compresa tra 350 e 1000 metri s.l.m.

Un articolo interessante sullo zafferano d’Abruzzo lo troviamo sul sito www.zafferanoitaliano.it.

Lo zafferano deve le proprie caratteristiche organolettiche ad alcuni particolari componenti.
Il sapore di questa spezia è tendenzialmente amarognolo e ciò è dovuto alla presenza di una particolare sostanza chiamata picrocrocina. A dare, invece, allo zafferano il suo aroma caratteristico, acre e molto intenso, è un’altro composto organico, detto safranale. Benché gli stimmi da cui si ricava la spezia siano rossi, lo zafferano conferisce alle preparazioni in cui viene utilizzato un colore giallo. Il suo principio attivo colorante, infatti, è dato da crocina e crocetina, due carotenoidi che donano la tipica colorazione gialla. (fonte http://tecnichef.it)

Nel film d’animazione Ratatouille (della Pixar) nel 2007 Alfredo Linguini (lo chef) nomina lo zafferano dell’Aquila e lo giudica ECCELLENTE.